L’Europa nei primi anni del Novecento

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Agli inizi del Novecento l’Europa era la regione più influente del mondo, sia sotto il profilo economico che politico. Il continente europeo attraversava allora una fase positiva, testimoniata dalla belle époque e dallo stile liberty: la prima espressione indica una società e un periodo contrassegnati dalla gioia di vivere e dalla fiducia nell’avvenire, il secondo è uno stile europeo innovativo per le tecnologie e i materiali impiegati e, al tempo stesso, tradizionale per il richiamo ai valori estetici dell’Ottocento.

Francesi e tedeschi manifestavano astio reciproco, in seguito alla sconfitta francese nella guerra del 1870 e alla conseguente volontà di rivincita da parte della Francia; gli italiani consideravano incompiuto il Risorgimento e manifestavano ostilità verso l’Austria; gli inglesi non ammettevano le prime difficoltà nel loro sistema coloniale. La Russia si illudeva di potersi espandere fino al Mediterraneo, ma era contrastata dalla Germania che, in seguito all’ascesa al trono di Guglielmo II (1888-1918), ambiva ad estendere la propria egemonia sull’intera Europa.

La Germania, l’Italia e l’Austria erano associate, dal 1882, nella Triplice Alleanza; la Francia, la Gran Bretagna e la Russia, collegate da accordi bilaterali, si unirono definitivamente nel 1914 nella Triplice Intesa. Si diffondeva un nazionalismo fondato su pregiudizi ideologici e rivalità internazionali, nel quale il mito della potenza e della superiorità nazionale si accompagnava alla giustificazione razzista dell’espansione coloniale.

Le relazioni internazionali furono scosse, fin dai primi anni del Novecento, da scontri circoscritti che tuttavia rivelavano una più estesa conflittualità: in particolare l’area dei Balcani, contesa tra l’Impero austro-ungarico e la Russia, era contraddistinta dalla volontà di indipendenza delle singole nazionalità, causa delle due “guerre balcaniche” del 1912 e del 1913.

Gli Stati europei rafforzarono il proprio potenziale bellico, anche in virtù delle innovazioni tecniche introdotte nell’ambito militare: ciascun Paese, disponendo di armi di elevata potenza, si preparava a distruggere l’altro, nel generale spirito di ottimismo della borghesia europea e nella sottovalutazione delle conseguenze della catastrofe bellica che avrebbe portato, qualche anno più tardi, alla fine dell’egemonia europea nel mondo.